Arte

Gli Artisti IAD visti da Raffaella

Fabio Valente - Sedia di lillà Op n 8

Vincent Van Gogh: “Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno”

Le opere di fabio Valente interpretate da Raffaella Ponzo

“Senza musica la vita sarebbe un errore”.
(Friedrich Nietzsche)

Eleganza e ritmo, questi sono le prime parole che evocano i suoi quadri e poi in successione, istinto, ritmo, bellezza, colore, passione e amore. Amore per quella tela e per i movimenti che si alternano a pause dense di ispirazione.

La musica ispira ogni pennellata e quei ritmi e quelle parole, si trasformano attraverso il quadro in un’altra storia, letta dagli spettatori, pensata dall’autore, ispirata dal quadro.

Come trasformare una tela in un mondo di racconti. Chiedetelo a Fabio Valente e lui invece di rispondere, prenderà in mano i suoi pennelli, mescolando i suoi occhi al colore.

LA SEDIA DI LILLA’

“Siediti al sole. Abdica e sii re di te stesso”
(Fernando Pessoa)

Una sedia per l’anima dove lei riposava i suoi desideri, con le braccia sollevate come rami che aspettavano di sbocciare. Fiori sorpresi in un bosco di sogni e fate, desideri e attese.

Fino al momento in cui, lo stupore si trasformò in realtà, un altro ramo, un altro fiore, un altro sogno, uguale e diverso, candido come la brina, ma sfumato di quel viola che ben conosceva, che capiva per intero, che già amava prima di conoscere, vedere, scoprirlo e avvolgerlo, contaminandolo ancora con il suo calore e colore. Con la sua anima soave e trascinante sussurrò senza parlare: “Vieni da me, stai con me, ti porterò nel mio destino”. E lui accettò, consapevole che si trattava anche del suo. La sedia di lillà, palpitante, aveva trovato la sua anima segreta e secreta.

IL POTERE DEL CANTO

“La libertà esiste solo nel regno dei sogni e la bellezza fiorisce solo nel canto”
(Friedrich Schiller)

Il potere del canto si libera negli strati di un legno che sussurra strofe non uniformi, una polifonia di rumori di fuoco, di scintille rosse, arancio, rosate nel bianco.
Ritmi che hanno come diapason le foglie mosse dal vento, invisibili a chi le vuole scovare, ma vibranti e urlanti in chi riesce a sognarle.

GENTE DISTRATTA

“Buona parte della felicità nostra sta nella distrazione da noi medesimi”
(Francesco Algarotti)

Voleva incontrarla, perfetto come il sole, con quel suo vestito elegante, celeste, un po’ violaceo. Voleva portarle dei fiori, ma in quell’anno sospeso tra le nuvole e la pioggia, la Primavera si era dimenticata di arrivare ed i fiori ancora dormivano distratti dal freddo, coccolati dalla terra, cullati dal vento.

Anche lei voleva incontralo perfetta, ma come la luna, con un vestito sporcato dal fuoco, bagnato dal mare e cucito nella terra. Voleva dei fiori tra i capelli, ma la Primavera, sì era distratta, in questo mondo sbadato. Ma a loro non importava, i fiori potevano sognarli e il desiderio li rendeva ancora più belli. Erano distratti, ma vicini e questo importava.

SENZA PAROLE

 “Un libro deve essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi”.
(Franz Kafka)

Neve bollente in quelle lacrime che sciolgono il ghiaccio dell’anima.

Brina che si è addormentata diventando cristallo immortale.

Cosa ci sarà sotto? Il fuoco, l’abisso, il mare con i suoi pesci e le sue conchiglie? Il nulla? Il ghiaccio nasconde e traspare, preserva e brucia, protegge e imprigiona.

Da una crepa un sussurro si vuole trasformare in parola, ma nell’evadere dal suolo si gela, rimanendo eternamente bellissimo e misterioso. Senza tempo, senza parole. Vibrante nel silenzio.

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