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L’arte in casa: rapporto dei giovani con l’arte

Come vivono l’arte i giovani e come interagiscono con essa?

Abbiamo cercato di indagare i criteri adottati dalle nuove generazioni nella scelta di oggetti artistici che avrebbero il piacere di possedere e con i quali arrederebbero la propria abitazione: dalle preferenze sui colori, al tipo di soggetto, dalla scelta di elementi architettonici caratteristici, fino al rapporto fra arredamento e arte. Si è voluto affrontare l’argomento “arte” non come forma e realizzazione della capacità espressiva dell’uomo, magari troppo spesso distante dalla cultura dei giovani d’oggi, ma piuttosto come possibilità di avvicinarsi e interagire con essa, anche solo facendo proprio un qualsiasi oggetto per avere semplicemente il piacere di “goderselo”.

Abbiamo intervistato diversi ragazzi, di età compresa fra i 18 e i 30 anni, di diversa estrazione sociale e con diversi tipi di studi, secondari (liceo, istituto, scuola professionale) e universitari; tra loro alcuni avevano già avuto a che fare con alcune scelte decorative, di quadri, statue, sculture per l’abbellimento e l’arredo della casa,  altri, invece, ci hanno parlato della loro abitazione ideale e di come la vorrebbero decorare; con diversi studenti e studentesse universitarie (appartenenti per la maggioranza a facoltà umanistiche), con ragazzi che sono già nel mondo del lavoro e infine con altri che vi ci stanno avvicinando. Le risposte che abbiamo raccolto evidenziano delle significative e interessanti differenze.

Le scelte artistiche e le tendenze sono assolutamente disparate e dettate dai singoli vissuti: l’essere stati a contatto con un tipo di cultura specifica, lo studio di una particolare disciplina, l’aver frequentato un particolare ambiente, il coinvolgimento emotivo di un’esperienza sicuramente aumentano la sensibilità e il fascino verso quello specifico mondo; d’altro canto vi è sempre una predisposizione naturale che contribuisce in maniera decisiva alle scelte dei singoli.

Nelle varie interviste  abbiamo naturalmente precisato che le riposte non avrebbero dovuto essere supportate da nessuna particolare conoscenza nel campo dell’arte e specificando che le indicazioni che venivano date dovevano tenere conto esclusivamente del proprio personale gusto.

La prima domanda riguardava il tipo di opera d’arte che avrebbero avuto il piacere di conservare in casa.

I quadri hanno decisamente avuto la meglio sugli altri oggetti decorativi, quali statue, sculture e altre tipologie di rappresentazione ideografica. Ci sono stati degli apprezzamenti per alcune immagini iconiche del cinema, preferite ai normali quadri, qualche sparuto voto lo hanno ottenuto le cornici di alcune pagine celebri dei giornali, infine ci sono state alcune particolari scelte oggettistiche: un ragazzo che studia numismatica ha espresso la volontà di voler incorniciare qualche moneta antica, mentre un altro ha ammesso la preferenza per qualche incisione in legno. Di significativo da  segnalare c’è che  sono stati stranamente pochi i voti per le sculture contemporanee. Nella maggior parte dei casi la scelta dei quadri è stata influenzata dal tipo di “importanza” e di “impressione” da dare alle pareti e dal luogo dove voler esporre le proprie opere.

I colori più ricercati

La propensione più diffusa è per i colori tenuti, non accesi; mentre per chi ha come soggetto preferito le opere moderne/contemporanee, la scelta è ricaduta spesso sul colore bianco/grigio.

Dove esporli

Il luogo invece più indicato per l’esposizione è il salotto, o i locali più vivibili; in qualche caso invece è stata preferita la camera da letto, soprattutto per quadri con un forte valore intrinseco. L’arredamento e la tipologia di abitazione sono un’altra delle variabili che inficiano sulla scelta: uno stile moderno, funzionale e pratico va solitamente di pari passo con una scelta artistica contemporanea. Qualche ragazza ha espresso la volontà invece, di giocare con le diverse tendenze stilistiche e di voler creare una contrapposizione tra il periodo storico dell’opera e arredamento della casa, oppure fra il soggetto e il design, o anche sui colori.

La dimensione delle opere

Uno o pochi, meglio pochi grandi, piuttosto che tanti ma piccoli? La componente maschile del campione intervistato ha espresso la preferenza per pochi o un unico quadro grosso, motivando la scelta sia perché più che sufficiente per arredare una parete, sia anche per la volontà di non disperdere troppo l’attenzione dall’oggetto.

La componente femminile ha invece espresso un parere contrario: la scelta è ricaduta su tanti quadri piccoli, dettata dalla necessità di “riempire” gli spazi vuoti delle pareti.

Passione per l’arte

L’interesse per l’arte ha un fattore intrinseco ed uno estrinseco; la passione o il piacere per un determinato periodo o una particolare corrente dipende dall’interesse personale, da una predisposizione naturale. E’ altresì vero che lo studio e la componente scolastica giocano un ruolo molto importante. Banalmente, il modo di spiegare del professore, la tipologia del supporto didattico, il libro di testo, hanno tutti una componente decisiva nel catturare l’interesse dello studente. Quindi la scelta per l’arte, così come la passione, si fonda su un processo che non smette mai di evolvere e cambiare.

Questa indagine ha voluto tener conto molto liberamente della singolarità della scelta personale, non schematizzando le risposte in blocchi unici, e dando la possibilità di variare.

Risposte in evidenza

Riportiamo le risposte più comuni, evidenziando qualche particolarità che ci ha colpito.
Una risposta condivisa all’unanimità è quella riguardante il rapporto con i falsi: quasi tutta la totalità degli intervistati ha espresso pareri negativi contro il commercio dei falsi. Molti hanno anche ammesso però di non essere in grado di riconoscere un falso da un originale.
Riportiamo un commento fatto da una studentessa di filosofia: “così come pago per la musica e per il cinema, non potrei mai acquistare o usufruire di un oggetto falso. Preferisco pagare l’artista piuttosto che il nome”.
Questo inciso ci collega alla questione del valore di un nome importante della pittura o della scultorea. Largamente condivisa nel gruppo degli intervistati è l’opinione di non dare  molta importanza al nome dell’artista; il fatto che una determinata opera sia stata prodotta da un pittore famoso o solamente da un pittore alle prime armi, purché ben fatta e conforme ai canoni estetici personali, non costituirebbe una discriminante. C’è quindi una forte apertura verso la possibilità di far emergere nuovi artisti.
Non viene ricercato e pagato il nome, ma la qualità dell’opera.
Da non sottovalutare l’attenzione a sulla questione economica, ovvero su quanto gli intervistati fossero disposti a pagare per una tela o una scultura. Lorenzo, studente di storia, spenderebbe quanto meno possibile per i quadri ma sarebbe disposto a investire qualche migliaio di euro per un vaso ornamentale. Esclusa questa eccezione, la spesa è anche dipendente dalla quantità di quadri e dalla loro dimensione. Le cifre variano da un minimo di 50 euro per dei piccoli quadri fino ai 500 – 700 euro per i quadri più grandi in grado di occupare una parete. In pochi hanno considerato l’arte come un investimento, ma solo come un veicolo per arredare e abbellire la propria abitazione. Tra le eccezioni a questo pensiero c’è Marta, che pagherebbe anche 2000 euro un quadro se scorgesse la possibilità di ottenere un ricavo, anche sul lungo periodo.

In generale l’arte, se non in rari casi, non viene valutata come altro che “bello”. Non si cerca di allargare il discorso e provare a considerarla all’interno di in un discorso più ampio. Non viene considerata come un’opportunità o una possibilità ma viene inquadrata solo in senso unilaterale.

Concludendo

La domanda conclusiva riguardava invece la possibilità di allargare le proprie vedute e di informarsi anche su altre forme di arte  e non solo su quella che interessa. Anche qui le risposte sono state sono varie. Generalmente, l’interesse nel caso cui ci fosse la possibilità di andare ad una mostra che verta su un argomento o un periodo non troppo inerente e allineato con i gusti del soggetto, non incontra grande entusiasmo. Solo in pochi valutano concretamente la possibilità di ampliare i propri interessi e dare la possibilità ad un altro artista o corrente di sorprenderli e arricchirli. L’interesse medio per le mostre o i musei rimane generalmente alto, soprattutto per i ragazzi universitari; la considerazione è come un qualcosa in più, che può servire a livello culturale, vista la maggioranza di studenti di lauree umanistiche nel parco degli intervistati.

Chiaramente questa indagine non può costituire né un test valido né un principio di esso, ma ci si prefiggevamo come obiettivo la possibilità  di far riflettere gli intervistati e valutare il loro punto di vista.

L’interesse per il periodo romantico pare il più diffuso, mentre per l’arte contemporanea e moderna bisogna fare un discorso a parte. Sembra infatti che un’opera sia più considerata per le tendenze d’arredo piuttosto che per  il suo valore artistico ed estetico; per decorare una casa moderna, con elementi di design quasi futuristico, i soggetti astratti e i colori caratteristici dei quadri modernistici sono per i giovani una tendenza da seguire e risultano molto apprezzati.

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