Arredare casa

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Arredare casa: l’importanza dei quadri in un contesto familiare

L’arredamento della propria casa è una vera e propria passione per molte persone, sia che vivano in un piccolo appartamento, sia in un trilocale oppure in una villetta. A volte la passione è così grande da non rinunciarvi, anche se si è a corto di risorse economiche. Si può arredare con gusto, con piccoli o grandi accorgimenti: l’importante è sempre considerare lo spazio a disposizione, lo stile della casa e dei mobili eventualmente già presenti.

Dopotutto arredare con eleganza e garbo non è altro che una questione di dettagli: a volte è sufficiente focalizzarsi su opere d’arte innovative o contemporanee, acquistabili ad un prezzo sostenibile ed adattabili per varie tipologie di ambienti.

Diversi blogger che si occupano di arredamento, tra cui Valentina Raviolo di CasaFacile Style e Siliva Nava di Oggi, affermano che sono dieci gli step da seguire per creare uno stile di arredamento coerente e caratteristico, anche in case piccole.

Per prima cosa è bene aver chiara quale sia la propria idea di casa. Bisogna domandarsi quali abitudini e comodità sono le più presenti e le più ricercate all’interno del proprio nido.

Il secondo step è cercare di capire qual è il proprio stile, quello che meglio si adatta al proprio modo di essere e di interpretare la vita di tutti i giorni: classico, moderno, rustico, etnico, etc. È sempre meglio essere coerenti con il proprio stile, affinché il nostro appartamento abbia quella atmosfera giusta che ci fa sentire veramente in pace con il mondo. Lo stile personale si riflette moltissimo nelle scelte cromatiche adottate per le varie stanze.

Terzo passaggio: eliminare gli oggetti superflui, mantenendo solo ciò che più si addice al proprio stile.

Il quarto step consiste nel bilanciare bene i pieni e i vuoti: ossia alternare mobili aperti a giorno e mobili chiusi, per dare l’idea di una composizione studiata ad hoc. È una strategia più facilmente attuabile nell’ingresso, nel soggiorno e nelle camere adibite a studio o a stanze per gli ospiti. Per gli oggetti che rimangono a vista è meglio sceglierli con una estetica il più possibile omogenea.

Quinto passaggio: scegliere materiali i più autentici possibili. Optare, quindi, per legno, fibre naturali, dettagli in pelle, che sono in grado di dare un senso di benessere e naturalezza all’ambiente. Per ognuno di questi materiali è possibile scegliere una o più nuances, in base al gusto personale.

Fase sei: studiare attentamente la disposizione degli oggetti. Ci deve essere sempre equilibrio in come vengono disposti.

Fase sette: mascherare i difetti eventualmente presenti nella stanza e/o nell’arredo. Basta solo distogliere l’attenzione dagli errori. Un piccolo esempio: un tappeto per un pavimento ormai rovinato, un copridivano in fantasia per il divano in pelle ormai consunta, una tovaglia con un pizzo non eccesivo per un tavolo in legno rigato, etc.

Step otto: usare la furbizia. Se gli spazi a disposizione sono pochi, è possibile inventare delle soluzioni alternative, magari con delle mensole o dei cesti, che verranno interpretati come elementi di arredo.

Step nove: largo spazio alle piante. Anche se non si ha il pollice verde, basta una piantina grassa per dare un tocco di verde al proprio soggiorno (al massimo una pianta finta posta in alto su una mensola).

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Ultimo passaggio: attenzione ai colori, che, se sapientemente combinati, creano il giusto confort visivo. Si parte scegliendo il colore che dovrà essere dominante, da abbinarvi altri due colori. Non superare i tre colori, altrimenti stoneranno tra loro. I tre colori potranno essere presenti in contemporanea in tutte le stanze o uno per volta: l’importante è aver chiaro quale è il dominante.

La scelta dei colori vale anche per i quadri e per le stampe che si intendono utilizzare per arredare la casa. Andranno considerati, quindi, lo stile dell’ambiente, le caratteristiche e le dimensioni delle pareti, i colori dominanti e quelli secondari, sia relativamente alle pareti sia a quadri e stampe. L’obiettivo è creare composizioni ben equilibrate.

Ricordiamoci che nella camera da letto e nelle camere dei bambini è bene optare per colori riposanti: il bianco o i colori pastello, anche dipingendo una parete con una tonalità differente. Sopra la testiera del letto, eventualmente, si può appendere un quadro multicolor per donare maggiore luce alla stanza.

Per quanto riguarda il soggiorno (la zona living insieme alla cucina), ci si può orientare su quadri in sequenza, della stessa misura e con una cornice identica, ma con soggetti e colori differenti. La cosiddetta palette cromatica può essere la medesima utilizzata per i mobili, le tende e i cuscini o deviare completamente.

Nell’ingresso, nei disimpegni e nello studio si può optare per quadri e stampe da parete che fungono da completamento dell’arredamento. Se sono presenti mobili a giorno, librerie, appendiabiti, armadi a muro, di possono usare eventuali mensole come base di appoggio.

Se invece la stanza è vuota si possono sceglier quadri o stampe più grandi e dai colori e temi più decisi.

Rimanendo sempre sul tema dei colori, non possiamo dimenticare quelle persone che, per l’estrosità del proprio carattere, amano arredare il proprio appartamento puntando sui contrasti cromatici. È bene ricordare che, più i colori sono distanti sulla ruota dei colori, maggiore è il contrasto tra loro (ad esempio rosso e blu, nero e bianco).

In questi casi si sceglie prima il colore che considereremo dominante e, di contro, quello con la tonalità più lontana. Il contrasto può essere creato anche giocando su differenti luminosità e toni dei colori: ad esempi giallo chiaro e giallo scuro, blu elettrico e blu scuro. Anche contrapporre colori caldi e colori freddi è una valida strategia per creare l’effetto contrasto.

Solitamente i colori caldi, come il rosso, l’arancio e il giallo si utilizzano per rendere le camere accoglienti. I colori freddi: il blu, il verde, l’azzurro si utilizzano per le proprietà calmanti e per dare un senso di grandezza ed ariosità alle stanze. Sapientemente combinate queste due categorie di colori donano una sensazione di equilibrio e stabilità nella stanza.

Effetti gradevoli ed equilibrati si ottengono combinando i colori complementari, ossia quelli che, nella ruota dei colori, sono in posizione opposta. Se mescolati si ottiene un colore neutro (giallo con viola, rosso con verde per esempio).

L’effetto contrasto è dato, inoltre, dalla saturazione del colore, ossia l’aggiunta di elementi di luminosità al colore di partenza. I colori risulteranno così più ricchi o opachi aggiungendo nero, bianco o colori complementari in base all’effetto voluto. Oppure si può giocare sull’illusione ottica. È il sottile gioco che deriva dalla legge dei colori complementari: ogni colore puro richiede fisiologicamente il proprio opposto. Se questo colore è assente il nostro occhio lo riprodurrà in automatico e simultaneamente. Ad esempio: il grigio neutro su un tono rosso accesso sembra più un verde grigio.

Ora che avete tutti gli elementi per iniziare mettetevi all’opera!

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